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TUTE PER PILOTI UN PO’ SPECIALI

                            di Danila Elisa Morelli©

Cosa hanno in comune fra loro i piloti di Formula1 e del Motomondiale, i Top Gun e gli astronauti? Una compagna fatta su misura per ciascuno: la tuta.

Ebbene, nel prossimo futuro una categoria di piloti un po’ speciale avrà una tuta decisamente particolare. Fanno parte di questa specie sui generis professionisti in grado di guidare un aereo senza dover sollevare i piedi da terra: costoro non siedono a bordo dei loro Predator ma si “limitano” a comandare questi sofisticatissimi mezzi militari con l’uso di un joystick apparentemente molto simile a quelli utilizzati con piglio selvaggio da chi gioca al computer.

Vi domanderete che se ne faranno di una tuta questi moderni emuli del Barone Rosso. Ebbene, sappiate che (per ora) essi dispongono solo del suddetto joystick per “sentire” il volo: attraverso opportune vibrazioni indotte nella leva possono avvertire una turbolenza, un vuoto d’aria o la collisione con qualche oggetto.

Questo tipo di segnalazione di pericolo può rivelarsi utile in mancanza d’altro ma qualcuno ha pensato che sarebbe più appropriata una percezione più ampia e realistica delle cose: ecco allora l’idea di una tuta speciale in grado di far vivere al pilota le sensazioni che percepirebbe sedendo in cabina di pilotaggio. Questo qualcuno si chiama Daniel Repperger, è un ingegnere, opera nei laboratori della Wright-Patterson Air Force Base di Dayton (Ohio) e sta studiando un sistema per poter immergere il pilota in una realtà virtuale che gli consenta di percepire ogni segnale proveniente dal velivolo. Come? Il comandante, indossata la “magica” tuta, viene inserito in un campo magnetico: la tuta è dotata di elettromagneti che generano forze proporzionali agli stimoli da inviare al pilota. Quest’ultimo così ha modo di avvertire distintamente ogni cambiamento e reagire di conseguenza pilotando l’aereo con maggiore efficacia.

Per ora Repperger ha sperimentato la sua idea su un guanto: l’esito della prova è stato stupefacente. I gruppi di magneti hanno reagito ottimamente alle sollecitazioni esercitando sulla mano dello sperimentatore una forza di circa 3 Newton, pari a 300 grammi di peso: “Riesce a catturare l’attenzione ed è sufficiente a farti cambiare rotta” ha commentato Repperger.

Ovviamente c’è chi sta pensando anche agli sviluppi ludici di quest’idea: l’industria dei videogame spera di poter utilizzare la trovata per rendere più realistici simulatori di volo e quant’altro (per quant’altro intendiamo il sesso virtuale).