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STRADE DI VETRO

di Danila Elisa Morelli©

Da pochi giorni in Gran Bretagna è entrata in vigore una normativa che punisce le imprese edili ritenute non sufficientemente attente all’impatto ambientale del loro operato. In particolare è stata istituita una tassa di 1,60 sterline per ogni tonnellata di materiale prodotto ex novo nei casi in cui sia possibile utilizzare risorse ottenute dal riciclaggio. Le reazioni a tale provvedimento sono state le più diverse. Qualcuno ha protestato: la Quarry Products Association, ad esempio, ha sottolineato come lo spauracchio della tassa minacci di danneggiare l’economia britannica e non garantisca un atteggiamento maggiormente eco-compatibile da parte delle industrie.

Qualcun’altro invece ha preferito adeguarsi allo stato delle cose e mettersi all’opera. E’ il caso della RMC che, proprio per scampare alla nuova gabella, si è inventata il glasphalt, un tipo di asfalto costituito per il 30% da vetro (in inglese glass): in pratica la ditta britannica recupera bottiglie, bicchieri e piatti, li frantuma, li lavora in modo che non possano causare danni ai pneumatici e se ne serve come componente del manto stradale. Sottoposto a test e a ricerche, il glasphalt, oltre ad essere più rispettoso delle norme ed a permettere alla RMC di risparmiare sulle imposte, si è dimostrato affidabile quanto l’asfalto tradizionale.

John Lay, manager della ditta, si è detto soddisfatto del risultato e ha espresso l’intenzione di continuare la sperimentazione e la ricerca: “Stiamo percorrendo altre strade che consentano l’impiego di materiali solitamente destinati ad essere gettati via: scarti di fonderia, caolino, macerie,…".

La trovata della RMC non è piaciuta a tutti. David Workman, direttore generale della British Manufacturers Confederation, ha dichiarato: “Siamo preoccupati che il vetro verde sia raccolto ed utilizzato solo per costruire strade. Secondo noi, in questo modo esso non è riciclato ma semplicemente riutilizzato”. In Gran Bretagna la popolazione non sembra granché dedita alla raccolta differenziata: è così il timore che il poco vetro recuperato possa venire monopolizzato per la creazione del glasphalt ha determinato un comprensibile scetticismo.

Di parere contrario è Debbie Morris, portavoce della Valpak, ditta specializzata nella raccolta di questo materiale. La Morris ha infatti affermato che l’impiego del glasphalt permette di rendere palese, sotto gli occhi di tutti, una delle molte possibilità di riutilizzo del vetro e determinare così nella gente una maggiore attenzione alla tematica del riciclaggio.