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SCONTRO TRA BUCHI NERI

                    di Danila Elisa Morelli©

Una stella collassata? Una sorta di imbuto cosmico senza via d’uscita? Il luogo ideale per un racconto di Isaac Asimov? Per la scienza e la fantascienza, il buco nero rappresenta uno dei più affascinanti misteri dell’Universo: un oggetto, molto simile al “nulla”, la cui massa è compressa a tal punto da far sì che la velocità di fuga alla sua superficie superi la velocità della luce, impedendo l’uscita a qualsiasi corpo estraneo precipiti al suo interno e distorcendo le stesse dimensioni dello spazio e del tempo.

Fino ad alcuni anni fa in molti dubitavano della loro stessa esistenza: oggi, soprattutto grazie all’ausilio di potenti strumenti che utilizzano i raggi X, i buchi neri sono oggetto di approfondito studio.

Ed è proprio l’analisi ai raggi X che ha portato ad una straordinaria scoperta: l’Osservatorio Chandra ha rilevato, per la prima volta nella storia, la coesistenza di due immensi buchi neri in piena attività all’interno del nucleo centrale di una galassia lontana 400milioni di anni luce dal nostro pianeta. La galassia si chiama NGC6240 e secondo i ricercatori, tra milioni di anni, dovrebbe essere teatro della collisione tra i due buchi neri che ora distano “appena” 3000 anni luce. Il risultato? La fusione di entrambi in un enorme sprofondo con la conseguente esplosione di radiazioni e di onde gravitazionali che si diffonderanno per tutto l’Universo.

“La scoperta è dovuta proprio alla capacità di Chandra di distinguere chiaramente i due nuclei e misurare in dettaglio le radiazioni provenienti da ciascuno – ha dichiarato alla BBC Guenther Hasinger dell’Istituto Max Planck – E’ la prima volta che vediamo un buco nero binario in azione, la pistola ancora fumante per quella che si rivelerà in futuro un’enorme esplosione gravitazionale”. Precedenti studi avevano dimostrato l’anormale radioattività di NGC6240 ma non si era mai stati in grado di comprendere la reale natura e soprattutto la fonte di tale fenomeno sino a quando Chandra ha individuato i due nuclei da cui queste emissioni parevano avere origine e ha dimostrato la piena attività di entrambi.

Gli astronomi sospettano che NGC6240 sia il frutto della fusione di due galassie che ha determinato la compresenza dei rispettivi buchi neri: “La scoperta di un buco nero binario supporta l’idea che essi possano crescere enormemente al centro delle galassie e fondersi tra loro – ha dichiarato Stefanie Komossa, collega di Hasinger – Questo dato è importante per capire come si formano ed evolvono le galassie”.