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LA MORTE TI FA BELLA

                           di Danila Elisa Morelli©

“Che cosa triste! Io diverrò vecchio, brutto, ignobile, e questa pittura rimarrà sempre giovane… Oh se potesse avvenire il contrario! Se potessi io restar sempre giovane e invecchiasse invece la pittura! Per questo sarei pronto a dare qualsiasi cosa, sì, non vi è nulla al mondo che non darei! Darei la mia stessa anima!”: inizia con questa frase la condanna di Dorian Gray. Affascinato dalla sua stessa immagine, il protagonista dello splendido romanzo di Oscar Wilde pronuncia una sorta di preghiera ed ottiene, a caro prezzo, di vedere realizzato il suo più grande desiderio.

Se il bellissimo Dorian fosse vissuto realmente e fosse nel fiore degli anni proprio in questo inizio di millennio non dovrebbe scendere a patti con il diavolo ma con qualcosa di altrettanto pericoloso, una tossina: il botulino.

Pare infatti che la Food & Drugs Administration, l'ente statunitense preposto al controllo dei medicinali, sia in procinto di avallare ufficialmente l’uso cosmetico del Botox, un farmaco già approvato ma per applicazioni strettamente mediche. La FDA sembra più che altro prendere atto di uno status quo. Già da una decina di anni infatti, da quando cioè si sono scoperti gli effetti “collaterali” della sostanza, gli americani hanno iniziato a ricorrere al Botox per problemi di natura meramente estetica: si calcola che nel solo 2000 il 19% circa di tutti gli interventi cosmetici siano consistititi in iniezioni di botulino e che attorno al Botox giri un mercato di 5 miliardi di dollari l’anno. A tal proposito Bill Habig, ex direttore della divisione prodotti batterici della FDA, ha dichiarato: “Considerato che è una delle sostanze più tossiche conosciute e che la preoccupazione era tanta, si è dimostrata molto sicura”.

Intendiamoci: il Botox contiene una quantità di tossina minima e, a detta dei più, i rischi di contrarre il botulismo (intossicazione alimentare con esiti anche mortali) sono praticamente nulli.

Desta comunque comprensibile perplessità il principio su cui si basa il farmaco prodotto dalla canadese Allergan: una volta iniettata, la sostanza (che presenta la tossina di tipo A in forma estremamente diluita) causa una leggera paralisi in grado di distendere le rughe e di donare alla cute un aspetto levigato. Il medico la inietta in alcune zone del viso ed in pochi giorni la tossina paralizza i muscoli che governano le contrazioni del volto: in questo modo non solo previene la formazione delle rughe ma elimina in parte anche quelle già esistenti.

Così, in poche sedute, ogni “segno” del tempo è cancellato ed il paziente ottiene un aspetto immediatamente più giovane. Purtroppo l’effetto dura solo pochi mesi ed il trattamento va ripetuto almeno due volte l’anno. Inutile dire che i costi non sono proprio alla portata di tutti.

La cura non è comunque totalmente esente da rischi: se le iniezioni vengono effettuate nel punto sbagliato o troppo in profondità, si può addirittura peggiorare la situazione originale. Inoltre, per le ore immediatamente seguenti le infiltrazioni, non bisogna muoversi per evitare che la sostanza scivoli in parti indesiderate. Come se non bastasse per una percentuale di pazienti che va dal 2 al 5% il trattamento non ha alcun effetto. Infine alcuni registi hollywoodiani (Scorsese e Luhrmann in testa) lamentano un’eccessiva rigidità di espressione nelle attrici “botulinizzate”.

Comunque sia, nessuno pare prendere sul serio queste controindicazioni, anzi.

D’altra parte, come diceva sempre Oscar Wilde, “nulla v’è al mondo che valga la gioventù”.