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POLITECNICO DI TORINO ED AMIAT.

di Danila Elisa Morelli©

La creazione della nuova Laurea Specialistica in Design del Prodotto Eco compatibile è solo una delle conseguenze dell’accordo siglato ieri mattina tra il Politecnico di Torino e l’Amiat TBD, azienda leader in Piemonte per il trattamento e lo smaltimento di elettrodomestici e beni durevoli.

Il protocollo d’intesa prevede tre anni di stretta collaborazione tra l’ateneo e la società: tra gli obiettivi comuni, la costituzione di un laboratorio di ricerca per analizzare e definire criteri eco-compatibili di progettazione dei componenti  base di apparecchi il cui riciclo per ora è praticamente impossibile. Il Laboratorio sarà parte integrante della nuova laurea il cui corso prevede 4 moduli formativi: Ecodesign con visione sistemica, Componenti del prodotto, Progetto di luce (sostenibilità delle soluzioni illuminotecniche in termini di consumo energetico, inquinamento luminoso,  ciclo di vita dei materiali utilizzati per costruire apparecchi illuminanti, dismissione del prodotto dopo l'uso) ed Innovazione Gestione Comunicazione Gli studenti si confronteranno con le migliori esperienze a livello mondiale e svilupperanno progetti relativi alle varie tematiche, in collaborazione con imprese ed enti di ricerca.

Si tratta di un'iniziativa unica in Italia, che permetterà di studiare "sul campo" la storia della progettazione degli ultimi 30 anni e di individuare le migliori modalità per un design a basso impatto ambientale dei singoli componenti dei beni durevoli. L’importanza dell’accordo siglato è facilmente intuibile se si considera l’allarme ecologico mondiale determinato dall’enorme mole di “spazzatura” di difficile smaltimento. In ogni casa ci sono un frigorifero, un televisore, una lavatrice, una radio. A questi spesso si aggiungono la lavastoviglie, lo stereo, alcune radiosveglie, almeno un personal computer. Che fine facciano questi utilissimi oggetti quando non ci servono più, quando cioè sono pronti per andare in “pensione”, è il problema che inizia ad assillare sia i produttori di elettrodomestici sia le ditte specializzate nello smaltimento dei rifiuti. Assodato che lo stile di vita odierno (soprattutto quello “occidentale” che consuma circa l’80% delle risorse disponibili a livello mondiale) sembra rendere indispensabile l’impiego di tali apparecchi, l’unica via praticabile è che questi oggetti vengano progettati per durare a lungo, rispettare l’ambiente circostante ed essere riutilizzati se non per intero almeno per la maggior parte delle loro componenti, spesso tossiche e non biodegradabili. Le parole d’ordine divengono quindi “riciclaggio” ed “ecocompatibilità”.

L’intento di Amiat TBD e Politecnico è proprio quello di formare professionisti nel Disegno Industriale in grado di progettare e realizzare oggetti sì utili ma che siano anche riutilizzabili.

 

CHI E’ L’AMIAT TBD

Costituita nel 2000, l’Amiat TBD è una S.r.l. derivata dall’Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino. Dal febbraio 2001 ha incrementato la sua missione aziendale gestendo, oltre allo smaltimento delle macchine da refrigerazione contenenti Cloro Fluoro Carburi, l’intera gamma dei beni durevoli elettronici. Oggi la TBD gestisce lo smaltimento ed il riciclo di circa 50000 pezzi di frigoriferi e di altrettanti pezzi di elettronica.