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PIRATI INFORMATICI IN AZIONE

                         di Danila Elisa Morelli©

“Quindici uomini, quindici uomini sulla cassa del morto”: cantavano così i temibili pirati protagonisti de l’Isola del Tesoro. Il capolavoro di R.L. Stevenson (1883) ci riporta ad un tempo in cui i predoni del mare agivano quasi del tutto indisturbati al largo delle coste. Oggi, sebbene alcuni continuino a terrorizzare marinai e pescatori, molti hanno scelto ben altri lidi: navigano ancora, ma in Internet. Questi moderni pirati, definiti in gergo hackers, sono sempre di più e la loro attività criminale è in crescita. Le malefatte spaziano dal furto di informazioni, alla propagazione di virus letali, dal trasferimento di fondi monetari allo stravolgimento di banche dati.

In questo contesto suscitano comprensibile preoccupazione le prime indiscrezioni sui risultati di una ricerca commissionata dal governo britannico in base alla quale risulta che negli ultimi dodici mesi il numero di reati informatici perpetrati a danno di aziende e società è raddoppiato. Lo studio sarà presentato in occasione dell’Infosecurity che si terrà a Londra dal 23 al 25 aprile prossimi, ma la BBC ne ha anticipato un altro preoccupante dato: le potenziali vittime di attacco non investono abbastanza nella ricerca o nell’acquisto di programmi in grado di proteggere i loro sistemi informatici da questo genere di spiacevoli scorribande. La “prevenzione” è vista come qualcosa di accessorio nelle politiche aziendali e solo il 27% delle aziende analizzate stanzia appena l’1% dei loro fondi nella sicurezza informatica.

Se questa notizia può interessare soprattutto chi in Internet ci lavora attraverso la realizzazione di siti o l’uso di posta elettronica, la seguente può suscitare la curiosità di ciascuno: pare che anche gli hackers, come i pirati di un tempo, amino solcare in preferenza determinati “mari”. E la rete israeliana sarebbe una delle loro preferite. Negli ultimi tre anni, su 1295 attacchi effettuati a danno di siti e domini mediorientali, ben 548 hanno colpito il paese israeliano. Gli atti di terrorismo informatico sono aumentati in maniera esponenziale con l’aggravarsi della situazione politica. La ciurma più ostinata è di provenienza egiziana: ha cominciato ad accanirsi poche settimane dopo gli attentati dell’11 settembre e da allora la sua azione non ha conosciuto soste. Questi pirati hanno gioco facile: pare infatti che l’Israele sia il più attivo in rete fra quelli arabi e quindi anche il più esposto all’azione criminale degli emuli di John Silver.

 

... E INTANTO IN ARGENTINA…

Gli attacchi dei pirati informatici aumentano? L’Argentina si arrende.

Ecco in sintesi i fatti: nel 1998 un gruppo di hacker, denominato X-Team, penetra e modifica il sito della Corte Suprema. Accusano i giudici di corruzione e di depistaggio nel caso dell’assassinio di un giornalista, Jose Louis Cabezas. Ne deriva un procedimento giudiziario appena conclusosi con l’assoluzione dei pirati. La motivazione è la seguente: la legge prevede punizioni per crimini contro persone, cose, animali. Ma non contempla il cyber-spazio.