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I RISCHI DEL TURISMO “BALENARE”

di Danila Elisa Morelli©

In inglese si dice whale watching. L’espressione, tradotta letteralmente, significa “osservare le balene” ed è utilizzata per indicare i tour organizzati che prevedono lunghe gite in barca allo scopo di poter ammirare gli enormi cetacei.

Il turismo “balenare”, perdonateci il gioco di parole, parrebbe a prima vista un innocuo divertimento: chi vi partecipa, spesso animalista dichiarato, si limita a scattare qualche fotografia ad esemplari ormai in via d’estinzione.

Purtroppo l’apparenza non corrisponde alla realtà dei fatti: un recente studio ha sentenziato la pericolosità del whale watching annoverandolo addirittura tra le cause principali di mortalità per un particolare tipo di balene, le orche assassine.

La ricerca, condotta nelle acque del Nord America, ha sottolineato i danni causati dalle imbarcazioni, in media cento al giorno, che conducono a largo i turisti: il rumore prodotto dai loro motori causa infatti un significativo alterarsi delle onde sonore sottomarine. La distorsione così determinata mette in tilt il sistema sonar grazie al quale le orche cercano il cibo: secondo Mark Anderson, Presidente dell’ORCA (Orca Relief Citizens’ Alliance), la fondazione nata nel 1995 e sponsor della ricerca, la presenza di whale watchers ne diminuisce l’efficacia del 95-99%. Un dato, abbastanza preoccupante, prontamente confermato dall’Università di Washington.

Non potendo contare sull’efficacia del sonar, le orche fanno molta più fatica a trovare nutrimento. Sono costrette a lunghe e spesso infruttuose ricerche ed a consumi energetici superiori del 20% rispetto alla media.

Maggior dispendio di energia e fame determinano il ricorso alle riserve di grasso. Sorprendentemente, la vera causa della loro morte è proprio contenuta nell’adipe: esso infatti è contaminato da tossine ed agenti inquinanti presenti nel mare. Queste sostanze, una volta assimilate, minano la salute degli animali, uccidendoli.

Il colmo è che la denuncia della progressiva e rapida scomparsa delle orche partì proprio dai proprietari delle imbarcazioni ora sotto accusa. Evidentemente erano preoccupati: senza balene che whale watching sarebbe?