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TORINO OSPITA IL GENIO DELLA VIDEOARTE

                            di Danila Elisa Morelli©

Questo artista ha saputo cogliere gli elementi affascinanti ed inquietanti, contradditori ed importanti del nostro tempo. Qui stiamo inaugurando qualcosa di assolutamente straordinario”: Giampiero Leo, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, ha introdotto così la mostra che occuperà, a partire da oggi e sino al 17 novembre 2002, le splendide sale del Palazzo Cavour di Torino.

Una mostra che si pone a metà strada tra arte e tecnologia. Non per niente si intitola: “Nam June Paik – il giocoliere elettronico e l’invenzione della videoarte”.

Chi è Nam June Paik? Un artista eclettico e post-moderno, un profondo conoscitore della tecnologia e del linguaggio televisivo, uno scultore capace di utilizzare monitor, radiotrasmettitori, cavi con lo scopo di stimolare una riflessione sul potere dei mass-media.

Secondo Paik, tra i fondatori della corrente artistica Fluxus (di cui fa parte anche la più nota Yoko Ono), l’opera è il risultato di una commistione, è attiva, si muove, interloquisce con lo spettatore.

E così, per l’artista coreano, il Colosseo è una gigantesca struttura costituita da una serie di teleschermi sovrapposti e alternati a sculture classicheggianti; la tv un oggetto quasi mistico di fronte al quale un Buddha dorato sembra meditare; Luciano Pavarotti un massiccio robot formato da diversi apparecchi che emettono, cristallina, la potente voce del tenore. Lungo il percorso espositivo, le opere di Paik si alternano con quelle della violoncellista Charlotte Moorman con la quale formò per anni un “dinamico duo multimediale” (la definizione è di Marisa Vescovo, ideatrice della mostra).

L’eterogeneità di strumenti utilizzati in maniera creativa fa sì che Palazzo Cavour ospiti simultaneamente sezioni fotografiche, sculture, composizioni pittoriche, materiale video. Ed è proprio nella sala video che gli amanti della tecnologia si soffermeranno perché qui si trova l’unico apparecchio in grado di contenere le oltre 2000 ore di filmati di e su Paik. Il macchinario, ideato dal Professore Bellasalma dell’Accademia Internazionale Arti e Media, si chiama DIVA (Digital Integrated Video Archive) ed è una sorta di avveniristico “video juke-box” dove, grazie ad uno schermo tattile, è possibile selezionare in maniera del tutto intuitiva ed in tempo reale uno dei tanti filmati presenti in archivio e visionarlo a piacere (rallentato, velocizzato, al contrario,…). Paik, artista del visionario, sarà contento di sapere che una tale invenzione sia impiegata proprio nella mostra a lui dedicata.