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RIAPERTO IL MILLENNIUM BRIDGE

di Danila Elisa Morelli©

Strano destino quello del Millennium Bridge. Per i londinesi avrebbe dovuto rappresentare l’opera edile più interessante del 2000: un ponte pedonale capace di collegare non solo le due sponde del Tamigi ma anche, metaforicamente, due millenni di storia.

In realtà inglesi e turisti che sognavano di poter passare comodamente dalla St. Paul’s Cathedral, eretta sulla riva nord, alla Tate Gallery, sulla riva sud, dovettero affrontare subito una dura realtà: il ponte non era in grado di reggere il loro peso. O per lo meno i loro passi. Fu quest’ultima infatti la versione data dai progettisti quando, subito dopo l’inaugurazione, la presenza simultanea di circa 160mila persone determinò una preoccupante oscillazione della struttura: l’inaspettato movimento era causato dall’effetto sincronizzato dei passi di tanta gente.

Motivazione dura da accettare per le autorità: il ponte era costato circa 18 milioni di sterline, il primo ministro John Prescott ne aveva già vantato i criteri di costruzione rispettosi dell’ecosistema circostante e l’architetto Norman Foster, che ne era l’ideatore, l’aveva descritto come un vero e proprio “benefit” per la stessa vita londinese, una “lama di luce” nel cuore della città.

E invece, per il Millennium Bridge, inaugurazione e chiusura si succedettero in un battibaleno. A distanza di due anni, dopo un attento esame dell’intera struttura e la realizzazione di alcune modifiche, i suoi 328 metri sono di nuovo percorribili.

Meno male, altrimenti anziché “collegarli” il Millennium Bridge avrebbe determinato la vittoria del primo millennio sul secondo se si pensa che l’ultimo ponte eretto sul Tamigi, il Tower Bridge, risale al 1894 ed è sempre stato solidissimo.