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I MONDIALI IPER TECNOLOGICI

di Danila Elisa Morelli©

Sono appena iniziati, ma i Mondiali 2002 hanno già ottenuto un riconoscimento importante: sono i più tecnologicamente avanzati di tutti i tempi.

A cominciare dal protagonista assoluto del torneo: il pallone. Si chiama Fevernova e succede al Tricolore utilizzato durante i campionati tenutisi in Francia nel 1998.

La sua particolarità? Sembrerà strano trattandosi di una palla: l’essere rotondo. Perfettamente liscio e rotondo. Ed anche piuttosto leggero grazie alla sua composizione: è costituito da quattro strati di materiali uno dei quali realizzato con una speciale schiuma sintetica. Secondo l’Adidas, che ne è la produttrice, il Fevernova è il 25% più preciso ed il 10% più veloce del suo predecessore.

 

Sulla carta, sembrerebbe il miglior pallone mai esistito. I diretti interessati però non sembrano granché soddisfatti del progresso tecnologico raggiunto. A cominciare dai portieri delle nazionali secondo i quali l’impresa di non farlo entrare in rete è praticamente impossibile.

 

A confermare questa tesi interviene il giocatore inglese Chris Waddle che ha testato il pallone per conto della BBC confrontandolo con quelli del passato. Dopo aver ammesso che il peggiore era l’Etrusco utilizzato durante Italia 90 e “colpevole” di avergli fatto sbagliare un rigore nella semifinale, Waddle ha detto di preferire il nuovo pallone perché “se lanciato a grande velocità, il portiere non ha praticamente alcuna possibilità di fermarne la corsa a meno che non si trovi dritto davanti ad esso”.

 

C’è da dire però che il Fevernova è temuto anche da molti attaccanti e centrocampisti: si sono accorti che un minimo errore di traiettoria o una spinta troppo forte possono influenzarne in modo consistente direzione e gittata di lancio. E la precisione millimetrica necessaria per tirare non è facile da ottenere perché il Fevernova è “leggero come un palloncino” (secondo il giocatore sloveno Zahovic) e sfugge facilmente al controllo.

 

Oltre al pallone degno di Superman, il Mondiale di quest’anno è caratterizzato anche da particolari terreni di gioco. Per alcuni stadi, specie quelli al coperto, i due Paesi ospiti hanno fatto crescere il manto erboso all’esterno per poi introdurlo all’interno solo prima delle partite. In questo modo, dicono, hanno ottenuto una qualità del campo eccezionale e sfumature di verde tali da rendere perfette le riprese televisive.