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FORESTE: NEL MONDO SCOMPAIONO? IN SCOZIA AUMENTANO

di Danila Elisa Morelli©

Pochi giorni fa abbiamo denunciato il rischio estinzione corso da molte foreste del nostro Pianeta: una ricerca americana rivelava infatti che nell’arco di vent’anni il 40% delle foreste vergini potrebbe scomparire.

Immaginate ora il nostro piacere nel comunicare una notizia che, sebbene relativa ad una realtà molto più ristretta, è di taglio diametralmente opposto alla precedente: in Scozia, dal 1980 ad oggi, il numero di alberi è aumentato. Anzi, per essere precisi, è duplicato. Se poi passiamo dal breve al lungo periodo, confrontando la situazione attuale con quella di cento anni fa, dovremmo addirittura affermare che esso è triplicato.

Queste cifre costituiscono il sorprendente risultato di una ricerca finanziata dalla scozzese Forestry Commission. Lo studio mira a rilevare la quantità di alberi e le diverse percentuali di specie arboree presenti sul territorio. L’ultima indagine di questo tipo era stata condotta una ventina di anni fa. Da allora risulta che la zona denominata Woodland (terra del legno) è cresciuta del 50% raggiungendo dimensioni mai più raggiunte sin dal XIV secolo: oggi essa, costituita per i due terzi da conifere, si estende su una superficie di oltre un milione di ettari.

Il ministro Allan Wilson ha dichiarato alla BBC: “Questo risultato non è un mero dato statistico. E’ la meravigliosa storia di un successo ottenuto grazie ad un enorme investimento ‘verde’ fatto nel territorio scozzese”.

Beninteso, i motivi dell’investimento non sono solo di natura ecologica: in Scozia l’industria del legno va a gonfie vele, ha creato in pochi anni oltre diecimila posti di lavoro e fattura svariate centinaia di milioni di euro. C’è però da parte del Governo una forte attenzione a preservare una risorsa così ampiamente sfruttata: “Pochi Paesi hanno affrontato il problema foreste in maniera così vigorosa e determinata come il nostro – continua Wilson – Non solo piantiamo molti più alberi di quelli che utilizziamo ma rispettiamo anche l’habitat inserendo ogni albero nel suo ambiente naturale”.