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IMPRONTE DI UN DINOUCCELLO

 di Danila Elisa Morelli©

E’ il New Scientist ad annunciare una straordinaria scoperta avvenuta in Argentina: in una regione settentrionale alcuni paleontologi hanno trovato dozzine di antichissime impronte plausibilmente prodotte dalle zampe di piccoli uccelli.

I segni, molto nitidi, appaiono su diverse rocce. Con ogni probabilità le tracce, che misurano 3.5centimetri sia di lunghezza sia di larghezza, si sono impresse su una superficie fangosa che, seccatasi, le ha potute conservare fino ad oggi.

Ed ecco il perché dell’importanza di questa scoperta: i reperti risalgono a 212milioni di anni fa, il che porterebbe a pensare che le impronte precedano di oltre 55mln di anni la comparsa del più antico uccello sinora ritrovato, l’Archaeopteryx.

Come se non bastasse, un altro tassello del puzzle sembra non combaciare con il quadro di riferimento dei paleontologi: le impronte sono infatti costituite da due dita anteriori ed una, centrale, posteriore. La struttura cioè sarebbe del tutto simile a quella dei moderni pennuti e totalmente diversa da quelle dell’Archaeopteryx e del suo antenato, il teropode.

Richardo Melchor, docente presso l’Universidad Nacional de La Pampa, cerca di sedare gli entusiasmi affermando che probabilmente le tracce sono state lasciate da qualche specie sconosciuta di teropode.

Si dichiara perplessa anche Emma Rainforth del Museo di Tucumcari, New Mexico, la quale propone un ulteriore quesito: dove si trovano le impronte e gli scheletri di tutti gli altri uccelli che avrebbero vissuto nell’enorme intervallo di tempo intercorso tra questi volatili e l’Archaeopteryx?

Sono tutte domande cui bisogna ancora trovare risposta. Per ora una cosa sola è certa: c’è chi potrebbe giovarsi della situazione creatasi. Si chiama Sankar Chatterjee ed opera presso la Texas Tech University: anni fa affermò di aver ritrovato i resti fossili di un uccello ancor più antico dell’Archaeopteryx, il Protoavis. Da allora cerca di convincere l’ambiente scientifico dell’attendibilità della sua scoperta: che sia la volta buona?