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GLI UOMINI BOMBA SONO ARMI BATTERIOLOGICHE

di Danila Elisa Morelli

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Balzano agli onori della cronaca con preoccupante frequenza: sono le “bombe umane”, la più sanguinaria ed efficace arma militare dell’esercito palestinese.

Da quasi vent’anni svolgono il loro macabro compito. Dal quel 23 ottobre 1983 in cui due attacchi perpetrati in Libano, a Beirut, contro i contingenti americani e francesi svelarono al mondo intero una forma di terrorismo basato su operazioni il cui successo è strettamente correlato alla morte dell’esecutore.

Ebbene, fino ad oggi si pensava che questi kamikaze potessero causare “solo” danni immediati: la morte di molte persone, la distruzione di interi edifici. Ma un’allarmante scoperta suggerisce scenari ben più catastrofici: i suicide-bombers possono rivelarsi anche efficaci armi batteriologiche con effetti a medio e a lungo termine.

In seguito alla detonazione, infatti, il corpo dell’attentatore viene sbriciolato in minuscoli frammenti in grado di conficcarsi, come proiettili, sulle vittime: queste tracce organiche, se infette, possono comportarsi alla stregua di un virus. I medici israeliani sono giunti a questa scoperta sottoponendo i 32 superstiti di un attentato ad alcuni esami. Prevedevano di rilevare su di essi la presenza di tracce metalliche, i resti della bomba o di oggetti distrutti a causa dell’esplosione. Ed invece lo scanner CT ha evidenziato sul corpo di una giovane donna non solo frammenti di metallo ma anche pezzetti di ossa dell’attentatore che, esaminati presso l’Istituto di Medicina Forense di Tel Aviv, risultavano positive all’Epatite B.

“La prima conseguenza – ha dichiarato il Dottor Braverman – è stata vaccinare tutti i sopravvissuti contro l’Epatite B”. Ma la seconda è stata riflettere, per la prima volta, sulla possibilità che i guerriglieri destinati ad immolarsi pur di fare stragi di nemici possano rappresentare anche una vera e propria arma batteriologica. Oltre all’epatite, molte altre malattie potrebbero essere scientemente sprigionate attraverso un aspirante suicida: sifilide, malaria e perfino AIDS.