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GLI ALBATRO HANNO TROVATO CASA

di Danila Elisa Morelli©

C’è chi lo ha immortalato in celebri versi (Baudelaire, Coleridge) e chi in un film per bambini (Walt Disney in Bianca & Bernie). Ora l’albatro riceve, dalla Wildlife Conservation Society, il miglior regalo che gli si potesse fare. L’associazione, con sede a New York, ha infatti trasformato in riserve naturali protette due intere isole di cui è recentemente venuta in possesso per gentile concessione della fondazione privata che ne era proprietaria. Le isole Steeple Jason e Grand Jason si trovano nella zona nord-ovest dell’arcipelago delle Falkland e ospitano la più popolosa colonia di black-browed albatros: sui 790 ettari della prima vivono circa 300mila esemplari, sulla seconda altri 100mila.

In totale gli albatro delle Falkland costituiscono il 75% della specie black-browed (il nome deriva dal colore nero che caratterizza i bordi delle ali la cui apertura può arrivare a 2,5 metri di estensione). Una specie che, grazie alla creazione di questa riserva, ha una speranza concreta di poter sopravvivere. Esistono infatti ventiquattro tipi di albatro di cui ventuno in via di estinzione: fra questi i black-browed sono quelli più a rischio. La causa principale di un tale pericolo è la pesca a strascico: le reti utilizzate per la cattura dei tonni attraggono con le loro prelibate esche anche gli albatro in cerca di cibo. Essi vengono uncinati e muoiono per affogamento o per stanchezza (a volte accade che vengano trascinati per oltre 120km). Allo scopo di arginare il fenomeno, molto più vasto di quanto si creda, il 19 giugno scorso alcuni Paesi (Australia, Nuova Zelanda, Cile, Argentina,…) firmarono a Canberra un accordo transnazionale.

Troppo spesso però la nuova normativa non viene rispettata e la pesca di frodo resta la maggiore causa di mortalità per gli enormi volatili. Ora, finalmente, almeno nel territorio circostante le due isole ciò non potrà più avvenire.Becky Ingham, della Falklands Conservation, si è detta molto soddisfatta del gesto compiuto dalla WCS. “Proteggere le colonie di uccelli marini è una nostra priorità – ha dichiarato alla BBC – specie da quando gli albatro si trovano a dover affrontare la mancanza di cibo e i pericoli della pesca a strascico. Posti come questo, sicuri ed indisturbati, possono risultare adatti all’accoppiamento e determinare un mantenimento se non addirittura un aumento del loro numero”. I primi risultati si vedranno ad ottobre: è questo infatti il mese in cui vengono gli albatro depongono le uova, uno per coppia.