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IL FUNGO UCCIDE LE SEQUOIE

di Danila Elisa Morelli©

Sembra la storia di Davide e Golia: la vittoria arride a quello su cui nessuno scommettitore avrebbe puntato un euro. Accade in America dove le sequoie, capaci di raggiungere i cento metri d’altezza e i duemila anni d’età, sembrano destinate a soccombere per colpa del piccolo Phytophthora ramorum, un fungo che in appena tre anni ha già causato la morte di decina di migliaia di esemplari.

La terribile casistica pare destinata a peggiorare: la SOD (acronimo per Sudden Oak Death, Morte Improvvisa della Quercia) sta infatti dilagando a macchia d’olio ed in California, dove la presenza del letale fungo è stata rilevata in ben cinque contee, si cerca di correre ai ripari chiedendo al Presidente Bush stanziamenti eccezionali e bloccando l’esportazione di ben quindici specie arboree considerate a rischio.

Facile intuire la trepidazione con cui tutti attendono i risultati di una ricerca condotta sulla malattia dal dottor Matteo Garbelotto e dal professor David Rizzo delle Università di Berkeley e Davis: i due studiosi hanno fornito alla BBC alcune indiscrezioni su quanto ottenuto finora. Il dato più importante è che la presenza del micidiale fungo sia stata rilevata solo sui germogli o sugli esemplari più giovani di sequoia. Gli adulti sarebbero dunque al riparo dalle infezioni? Entrambi i ricercatori frenano i facili entusiasmi: “Ci sono moltissimi punti oscuri – ha dichiarato il professor Rizzo – Non siamo ancora in grado di avere dati che rilevino la situazione nel corso degli anni e per questo ogni supposizione potrebbe rivelarsi errata”.

Gli fa eco il dottor Garbelotto: “Abbiamo bisogno di un’analisi protratta nel tempo in modo da poter vedere gli effetti della malattia alla lunga. E’ troppo presto per essere in grado di svelare le regole del gioco!” Mentre, comprensibilmente, i due ricercatori evidenziano l’importanza del fattore tempo al fine di ottenere risultati attendibili, molti premono perché si giunga presto ad una soluzione. Soprattutto gli industriali spaventati dalle possibili ripercussioni che il Phytophthora ramorum potrebbe avere sui loro interessi ed atterriti dopo aver appreso che anche alcuni esemplari di pino Douglas sono risultati vittime del vorace fungo. Al di là delle ripercussioni economiche, però, dovrebbero preoccupare maggiormente quelle sull’ecosistema: “Piante così grandi ed importanti giocano un ruolo di primo piano – avverte Garbelotto - Le sequoie sono alberi determinanti per l’ecosistema del Nord California così come il pino Douglas lo è per quello di Oregon, British Columbia e Canada”.