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FIJI E ANORESSIA

           di Danila Elisa Morelli©

Associazione di idee: cosa vi viene in mente pensando alle Fiji? Tramonti mozzafiato, spiagge incontaminate, mare blu. E poi? Sicuramente l’immagine di qualche splendida donna dai lunghi capelli neri, vestita di una collana di fiori profumati e cinta da un variopinto pareo.

Se siete tra gli estimatori di queste esotiche bellezze dai fianchi torniti e dalle dolci movenze, sappiate che la specie è in via d’estinzione: alcuni medici denunciano infatti il drammatico dilagarsi dell’anoressia tra le giovani generazioni indigene.

Secondo gli studiosi non c’è dubbio: la causa del fenomeno è la televisione, “infernale” elettrodomestico introdotto da pochi anni nelle isole. La tesi proposta dagli psicologi è la seguente: soap-opera e telefilm inducono le ragazze a ritenere che felicità, soldi, carriera siano appannaggio solo di chi è in possesso di un fisico da top model, di conseguenza sono disposte a sopportare qualsiasi sacrificio pur di ottenerlo. Ma il traguardo è fuori dalla loro portata: le immagini trasmesse dal piccolo schermo propongono infatti canoni di bellezza femminile stranieri, incompatibili con le caratteristiche fisiche delle popolazioni locali.

La denuncia dei medici pare fondata. E’ stato infatti condotto uno studio in merito, il primo ad indagare gli effetti della tv su una società in via di sviluppo.

La dottoressa Anne Becker della Harvard Medical School ha così constatato che dopo l’avvento del piccolo schermo tra le adolescenti sono comparsi disordini alimentari (diete drastiche, bulimia, anoressia, ...)  un tempo sconosciuti.

Un esempio: nella città di Nadroga la televisione è arrivata nel 1995. Ebbene, quell’anno la percentuale di ragazze che si costringeva a vomitare il cibo appena ingerito per questioni di linea era pari a zero. Tre anni dopo, nel 1998, la percentuale era dell’11%. D’altronde, dopo soli tre anni dalla comparsa della TV nelle loro case, il 69% delle ragazze dichiarava di aver seguito delle diete ed il 74% si lamentava di essere “troppo grassa”.

Non tutti concordano con le preoccupazioni e la tesi della dottoressa Becker: l’Eating Disorders Association britannica sottolinea che le cause dei disturbi alimentari sono complesse e non imputabili al solo mezzo televisivo: “I media possono esercitare un’influenza ma non causano disordini alimentari – ha dichiarato un portavoce - Certo però sarebbe gradito che produttori ed editori fossero più responsabili nel fornire ritratti di uomini e donne più veritieri e rispettosi delle varie etnie”.