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I CEROTTI “INTELLIGENTI”

di Danila Elisa Morelli©

“Potevamo stupirvi con effetti speciali…” recitava un vecchio spot pubblicitario. Ebbene, gli scienziati dell’Università di Rochester sono ad un passo dalla conclusione di uno studio il cui risultato potrebbe effettivamente lasciarci, almeno in un primo tempo, quantomeno allibiti: il cerotto intelligente.

Non sarà in grado di eseguire calcoli matematici né fungerà da enciclopedia portatile: il suo compito, grazie ad un microchip di silicio grande quanto un granello di sabbia nascosto nella garza, sarà quello di segnalare con un mutamento di colore la presenza di batteri all’interno di una ferita. In questo modo chi si è infortunato potrà procedere ad una sorta di auto-diagnosi senza dover ricorrere necessariamente ad un medico.

Nelle intenzioni dei ricercatori questa benda dovrebbe essere in grado di scovare non solo i batteri responsabili delle più comuni infezioni del derma ma anche quelli all’origine di malattie più complesse.

“In un futuro non lontano – ha dichiarato il chimico Benjamin Miller – i pazienti potrebbero procedere ad una scansione computerizzata della benda, analizzare il referto così ottenuto e, consultando via Internet una specifica banca dati medica, conoscere il modo migliore per curare il proprio tipo di infezione”.

I ricercatori di Rochester hanno progettato questo avveniristico cerotto basandosi sul Metodo di Gram. La tecnica prende il nome dal medico danese Hans Christian Jaochim Gram (1853-1938) il quale procedette ad identificare i batteri in base alla diversa affinità tintoriale che le varie specie hanno nei confronti di alcuni coloranti basici: a seconda della loro capacità di trattenere il colore, i batteri furono così suddivisi in gram-positivi (in grado di mantenere il colore anche se immersi in alcool: streptococchi e stafilococchi) e gram-negativi (su cui l’alcool ha effetto decolorante: la salmonella). “E’ incredibile – continua Miller – Utilizziamo una procedura che ci deriva praticamente dall’Età della Pietra!”.

Ma quando sarà possibile trovare il cerotto intelligente in farmacia? Yank Coble, presidente della American Medical Association, ha dichiarato che ci vorranno ancora degli anni prima che ciò si verifichi.

Gli scienziati di Rochester però devono stare in guardia perché alcuni colleghi del Massachusetts stanno studiando un altro tipo di bende in grado di riconoscere i batteri in base alle proteine che secernono.

Non è escluso quindi che questi cerotti, oltre ad essere intelligenti, saranno anche capaci di farsi la guerra.