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I Cellulari? Inquinano anche quando non funzionano

di Danila Elisa Morelli©

L’allarme è scattato in America: il sito Internet della CNN riporta una stima preoccupante secondo la quale entro il 2005 saranno gettati via circa 500milioni di cellulari, equivalenti a migliaia di tonnellate di spazzatura. Il dato proviene da uno studio condotto dalla Inform, un’organizzazione di ricerca ambientale, ma viene in parte confermato anche da un sondaggio condotto dalla stessa CNN sul suo sito Internet: alla domanda “quanti cellulari ha utilizzato e buttato via negli ultimi cinque anni?”, il 40% dei navigatori ha risposto addirittura “tre o più”.

Due fenomeni principali determinano l’aumento della “spazzatura cellulare”: la crescita esponenziale dell’uso di radiotelefoni in tutto il Mondo e soprattutto la frequenza con cui ogni utente è portato a sostituire il suo apparecchio.

I cellulari hanno vita breve: negli Stati Uniti in media ogni persona usa un modello per appena 18 mesi, quindi lo sostituisce con uno più piccolo, più trendy o maggiormente funzionale. Il problema è che troppo spesso il “vecchio” telefonino viene gettato via con la normale spazzatura: peccato che, al pari di altri apparecchi (computer portatili, apparecchi stereo,…) sia costituito da materiali che, se bruciati negli inceneritori, sprigionano sostanze tossiche come il berillio, l’arsenico, lo zinco, il nickel. La soluzione al problema potrebbe consistere nell’incentivare il riciclaggio attraverso la raccolta differenziata.

L’allarme è scattato in America ma riguarda tutto il Mondo ed alcuni corrono ai ripari: l’Australia sta sviluppando un sistema di riciclo ad hoc per apparecchi elettronici (telefonini compresi), l’Unione Europea sta considerando di adottare una serie di misure secondo le quali le aziende produttrici di cellulari sono responsabili del corretto smaltimento delle loro “creature”.