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CARTE D’IDENTITA’ INTELLIGENTI

di Danila Elisa Morelli©

Il costo dell’intera operazione ammonta a circa 400milioni di dollari.

I primi 21milioni sono già stati destinati ad un consorzio presieduto dalla telecom locale, la Pacific Century CyberWorks.

A determinare questo sforzo finanziario è la “carta d’identità intelligente” di cui ogni cittadino di Hong Kong al di sopra degli undici anni verrà presto dotato.

La smart-ID, così come la chiamano gli anglosassoni, avrà il formato di una carta di credito e conterrà un microchip grazie al quale sarà possibile rilevare di ognuno oltre ai dati “classici” (nome, cognome, indirizzo,…) anche quelli “biometrici” (impronte digitali, gruppo sanguigno) e, soprattutto, quelli relativi alla cittadinanza o al permesso di soggiorno.

La nuova carta d’identità è stata infatti espressamente voluta per poter distinguere in maniera certa i clandestini dai cittadini regolari. Nelle intenzioni del governo queste card permetteranno di rendere più snelle e sicure le procedure di riconoscimento indispensabili per entrare ed uscire dalla città di Hong Kong.

Anziché mettersi in coda ed attendere a lungo il proprio turno per i controlli, sarà infatti sufficiente recarsi presso uno dei molti chioschi self-service che verranno predisposti alla frontiera: queste macchine saranno dotate di un computer in grado di stabilire la corrispondenza tra le impronte digitali memorizzare nel microchip della card con quelle di chi la possiede: “Basterà che la gente inserisca la card, prema il pollice sullo schermo detector ed il sistema confronterà i due dati” ha dichiarato Eric Wong, responsabile dell’immigrazione.

Il vantaggio rispetto al documento attualmente in uso non è rappresentato solo dalla maggior rapidità di controllo ma soprattutto dal fatto che la smart-ID è molto difficile da contraffare. Non impossibile però: “Non importa quanto sicuro possa essere un sistema – ha dichiarato il legislatore Sin Chung-Kai – c’è sempre il rischio che possa essere violato”. Ed è per questo motivo che, appena è stata ventilata l’ipotesi di inserire nei microchip informazioni riservate (posizione fiscale, coordinate bancarie e stato di salute), l’opinione pubblica ha fatto registrare legittime preoccupazioni. Così il Governo si è affrettato a smentire queste voci e ha spiegato che le impronte digitali saranno memorizzate solo su ogni singola carta d’identità e non in un data-base governativo in modo tale che chi fosse in grado di violare il sistema non possa rubarle o modificarle. I pirati informatici raccoglieranno la sfida?

 

...e gli altri non stanno a guardare!

UK – Il Governo britannico ha annunciato che per il 2006 saranno realizzati i “passaporti intelligenti”, dotati di microchip in cui saranno memorizzate la scansione dell’iride e le impronte digitali. La decisione è stata presa a seguito degli attentati dell’11 settembre 2001.

MALAYSIA – Ha introdotto nel mese di settembre la “MyKad”, una card che funge sia da patente di guida sia da passaporto. In essa però non sono contenuti “dati sensibili”. Il governo non esclude che lo saranno in futuro.

GIAPPONE – Il Paese del Sol Levante prevede l’introduzione della smart-ID per l’anno prossimo.

TAILANDIA – Sta vagliando la proposta di introdurre una card contenente anche dati relativi alla salute e allo stato sociale del proprietario.