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ATTENTI ALL’ASTEROIDE!

di Danila Elisa Morelli

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Una notizia buona ed una cattiva: la cattiva è che un asteroide ha preso di mira il nostro Pianeta e pare abbia tutta l’intenzione di centrarlo, la buona è che l’umanità ha 877 anni e 11 mesi per prepararsi all’impatto.

L’asteroide in questione si chiama 1950DA. Fu scoperto per la prima volta cinquantadue anni fa: si rese visibile ai telescopi nel febbraio del 1952, si fece studiare per circa diciassette giorni e poi scomparve.

Il 31 dicembre 2000 riapparve altrettanto inaspettatamente: dapprima gli astronomi pensarono di aver scoperto un nuovo asteroide, poi realizzarono che si trattava sempre del buon vecchio 1950DA. “Buono” si fa per dire: Jon Giorgini, leader dell’equipe di ricercatori NASA del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, ne ha esaminato attentamente la traiettoria ottenuta confrontando le due rilevazioni precedenti e ha denunciato che c’è lo 0.33% di possibilità che esso collida con il nostro pianeta nel marzo del 2880.

La percentuale ai neofiti potrebbe sembrare bassa, in realtà Giorgini ha dichiarato alla CNN che è decisamente “preoccupante” perché più grande di qualsiasi altra finora registrata. A questo punto, vista la situazione, forse potrà interessarvi un identikit di questo enorme “sasso” spaziale: 1950DA viaggia alla velocità di circa 15km al secondo, ha un diametro di circa 1 chilometro e sarebbe in grado di produrre sul nostro pianeta un cratere di 22km di ampiezza danneggiando un’area di circa 300km di raggio. Fortunatamente il professor Giorgini non si è limitato a denunciare lo stato di allerta ma sta cercando, con l’aiuto di altri ricercatori, una possibile soluzione che permetta di scampare ad un simile disastro.

Quella più accreditata si basa sul cosiddetto effetto Yarkovsky secondo cui, perdonateci la semplicità di spiegazione, la traiettoria di un asteroide è fortemente influenzata dalla luce che si riflette sulla sua superficie. Secondo Joseph Spitale, scienziato dell’Università dell’Arizona, si potrebbe alterare il percorso di 1950DA facendo sì che la luce solare lo colpisca in maniera diversa.

Basterebbe mutare la sua forma distruggendone una parte o aggiungendo del materiale: in questo modo la quantità di luce solare riflessa sull’asteroide varierebbe determinando un conseguente, provvidenziale, cambiamento di rotta. Un metodo un po’ complicato per permettere alla Terra di risparmiarsi un impatto che, secondo la BBC, risulterebbe solo di un decimo inferiore a quello che 67milioni di anni fa portò all’estinzione dei dinosauri.