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ALLA SCOPERTA DEL LICANCABUR

di Danila Elisa Morelli©

Osservare la Terra per capire l’Universo: potrebbe riassumersi così il senso di una missione che vede alleati i ricercatori della Nasa e del SETI Institute.

Partiti il 16 ottobre alla volta del Licancabur, il lago ghiacciato più alto del Mondo, gli scienziati saranno impegnati per circa un mese nel tentativo di svelare segreti e trucchi messi in pratica dagli organismi viventi per sopravvivere nelle sue gelide acque. I risultati ottenuti verranno rapportati alla situazione interplanetaria al fine di poter desumere su quali Pianeti la vita organica sia, o sia stata, possibile.

Il Licancabur si trova in Cile, nella catena andina: le sue acque, ghiacciate per la maggior parte dell’anno, occupano il cratere dell’omonimo vulcano ormai inattivo. I ricercatori, una volta giunti sulla cima di quest’ultimo, esploreranno attentamente tutta la zona circostante il lago.

Quindi bucheranno la coltre di ghiaccio che lo ricopre e scenderanno nelle sue profondità alla ricerca di microrganismi e plancton per ottenere qualsiasi tipo di informazione possa rivelarsi utile agli astrobiologi.

Alcuni dati verranno analizzati nel laboratorio della vicina città di Antofagasta, altri viaggeranno verso centri specializzati USA. “Se c’è stata vita su Marte – ha dichiarato la dottoressa Nathalie Cabrol, alla guida della spedizione – essa potrebbe avere utilizzato meccanismi di sopravivenza e di difesa assai simili a quelli di cui si servono gli organismi presenti nel vulcano Licancabur.

Questa missione permetterà di ottenere informazioni di importanza cruciale: fornirà indizi validi su quali pianeti siano i candidati più probabili per ospitare forme di vita ed aiuterà ad individuare i parametri di ricerca più adatti per esplorare i “laghi” di Marte o gli oceani presenti su Europa, una delle lune di Giove”.

Gli scienziati ritengono quindi che analizzare le condizioni di vita estreme presenti sul nostro Pianeta possa risultare significativo per esplorare l’Universo. Per capire la natura e le potenzialità del nostro sistema solare potrebbe rivelarsi determinante trovare la risposta a quesiti “terrestri” quali: esistono dei limiti alla vita? come possono gli organismi sopravvivere in un ambiente a bassissimo contenuto di ossigeno e ad una pressione atmosferica due volte inferiore a quella presente a livello del mare? come fa il lago stesso a sopravvivere, considerato che si trova in una zona desertica tra le più aride del nostro Pianeta? Rispondere a queste domande richiederà due missioni: quella in oggetto ed una successiva, nel 2003.