www.dael72.net

IN PRIMO PIANO

SHOWBIZ

CULTURA&SCIENZE

MOTE

WHO'S WHO

GALLERY

TOURING

homepage

@

IL VERO VOLTO DELLE MUMMIE

                            di Danila Elisa Morelli©

 

Gatta, AnnoBello e Topina sono tre sorelle vissute migliaia di anni fa in Antico Egitto. Le loro mummie si trovano disposte l’una accanto all’altra in una teca del Museo Egizio di Torino. Alcuni visitatori inorridiscono di fronte al loro aspetto, altri le scrutano incuriositi, tutti si domandano come dovevano apparire da vive.

Ebbene, presto forse potremo ammirare il volto originario di queste fanciulle vissute nella Tebe dell’VIII secolo a.C.: il museo egizio più antico al Mondo ha intrapreso uno studio in collaborazione con il Reparto di Radiologia Universitaria dell’Ospedale “Le Molinette”, il Dipartimento di Antropologia e la Polizia Scientifica di Torino per dare un volto alle mummie custodite nelle sale di via Accademia delle Scienze.

Per saperne di più abbiamo incontrato il vicequestore aggiunto dott. Maurizio Celìa, dirigente del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica di Torino.

 

Come nasce quest’idea?

Dal fatto che “Le Molinette” ha un’apparecchiatura TAC particolarmente evoluta ed il dottor Cesarani dell’Istituto di Radiologia è un appassionato egittologo… L’inizio della collaborazione tra il dott. Cesarani ed il Museo risale ad un anno fa e ha portato all’analisi di 13-14 mummie. Nel mese di aprile il Reparto di Radiologia ci ha chiesto se potevamo dare un volto ai corpi esaminati.

 

E voi avete risposto di sì…

Certo. La Polizia Scientifica possiede un ufficio di riferimento che si chiama Unità di Analisi del Crimine Violento. L’UACV, nata nel 1995, si trova a Roma con periferiche nei gabinetti regionali. La sede di Torino, grazie a competenze multidisciplinari e ad apparecchiature avanzate, lavora per ricostruire in 3D sia le scene dei crimini sia le fattezze di chi vi è coinvolto. Ovviamente le nostre esperienze di ricostruzioni cranio-facciali non riguardano reperti archeologici, ma lo studio delle mummie può aiutarci a migliorare le nostre competenze permettendoci di conoscere tecniche che possono tornarci utili nel lavoro di tutti i giorni. L’uso della stereolitografia, ad esempio, è una novità assoluta: consiste nel proiettare in una vasca colma di resina raggi laser che disegnano l’immagine ottenuta radiograficamente. Dopo un processo di circa 20 ore, la resina solidifica nei punti indicati dal laser offrendoci una rappresentazione solida del volto.

Quando avete cominciato?

Circa un mese fa. Operiamo sui risultati radiologici e, grazie a sofisticate apparecchiature ed alle informazioni forniteci in particolare dal professor Grilletto del Dipartimento di Antropologia su età, sesso, etnia del reperto, forniamo una possibile ricostruzione del volto della mummia. In questi giorni anche la Polizia di Toronto è impegnata in una ricerca simile.

I criteri di ricostruzione sono gli stessi che usate per le vostre indagini?

In parte sì. Sono quelli stabiliti dai protocolli di Manchester e dalla medicina legale. Ricorriamo poi ad un’ulteriore risorsa, l’artista forense, il quale in fase finale ci mette del suo per completare con intuito e abilità i dati ottenuti dagli elaboratori. Certo la scuola di Manchester offre una serie di parametri che dovrebbero dare certezze all’operatore ma che rischiano a volte un’eccessiva standardizzazione. Per evitarla, integriamo i dati con le informazioni ottenute dai tessuti mummificati e dai bendaggi. A tal proposito è importante poter condurre la ricerca su mummie ancora avvolte nelle bende: la scansione radiologica consente di sbendarle virtualmente, strato per strato. In questo modo si verifica se esiste un livello contenente l’impronta del viso per stabilire la forma di naso e orecchie.

Quanto è attendibile la ricostruzione così ottenuta?

C’è sempre un margine d’errore, ma non è rilevante rispetto ai fini. Mi spiego: in medicina legale il fine è l’identificazione. Per questo un margine d’errore del 20% risulta enorme. Lo stesso margine su un soggetto archeologico non è particolarmente significativo. La recente ricostruzione del volto di Cristo, interessante a livello archeologico, a fini medico legali sarebbe totalmente priva di attendibilità.

Come procede il lavoro?

Non contiamo su alcun finanziamento esterno e ci impegniamo nel tempo libero. Per questo la ricerca va un po’ per le lunghe…

E la mummia? Quanto viene disturbata?

La mummia esce dal Museo, viene sottoposta a TAC e ritorna subito nel suo sarcofago. Noi non la tocchiamo. Così siamo esenti dalla maledizione (ride divertito).