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8 Marzo: una festa che divide.

di Danila Elisa Morelli©

Puntuale come ogni anno arriva il fatidico 8 marzo.

A mettere in discussione la Festa della Donna, data commemorativa diventata sempre più solo commerciale, è proprio il gentil sesso: “Basta guardarsi attorno o leggere un qualsiasi giornale – dichiara Franca, maestra elementare – per capire quanto ancora oggi la condizione femminile possa risultare discriminante e la ricorrenza suoni come una presa in giro…”

A pensarla così sono molte, anche giovanissime: “Non la festeggio mai – dice Laura, studentessa universitaria – Guai se il mio ragazzo si presenta con le mimose!”.

Un fenomeno di costume quindi che comincia a risentire dell’atteggiamento critico da parte delle dirette interessate: sono infatti sempre meno coloro che approfittano con convinzione delle tante iniziative a tema o che decidono di scimmiottare il sesso forte concedendosi serate con tanto di strip-tease maschile. Per molte torinesi, insomma, questo mercoledì sarà meno sinonimo di divertimento e più di riflessione.

C’è comunque un partito di irriducibili ottimiste che, pur ammettendo le difficoltà quotidiane, vogliono godersi appieno questo giorno. Per farlo sono anche disposte a farsi un regalo.

Alcune approfittano dei saldi appositamente offerti dalle profumerie, altre acquistano i cioccolatini che si chiamano (non a caso) “Mimosettes”, altre ancora puntano sul simbolo comprando, invece del solito rametto, una piantina di mimose: “Non muore dopo pochi giorni e mi darà l’impressione che la festa possa durare tutto l’anno!” dice, sorridendo, un’acquirente.