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INVITO A "CENA" CON BOTTE DA ORBI!

di Danila Elisa Morelli©

Si chiamano Smack Down, Shut Your Mouth, Here Comes The Pain ovverosia “colpisci duro”, “sta’ zitto”, “adesso arriva il dolore”. Sono tre videogiochi ispirati allo sport più amato dai teenager torinesi: il wrestling.

All’ombra della Mole così come a New York: i ragazzi italiani tra i 7 e i 15 anni impazziscono per i tragicomici combattimenti made in USA. Il successo è confermato dalla tournée che sta portando gli atleti di questa disciplina in giro per il mondo, Italia compresa.

Perché i teenager amano il wrestling? Lo abbiamo chiesto agli allievi di una seconda media torinese. Tutti ne parlano in modo entusiasta, mostrano le figurine fluorescenti che ritraggono i loro idoli (al “modico” prezzo di 1€ a pacchetto), elencano l’incredibile varietà di oggettistica ispirata al World Wrestling Entertainment (si va dai dvd ai fumetti, dalle polsiere ai bambolotti).

A condensare tanti pareri ci pensa Amin: “Mi piace perché è spettacolare, divertente, avvincente come una soap opera. Gli atleti sono stranissimi, buffi: c’è persino quello che spaventa gli avversari minacciando di baciarli sulla bocca!”

A rendere avvincenti gli incontri di wrestling non sono infatti i risultati quanto le vicende che ruotano attorno al ring: basta assistere ad una puntata della trasmissione a loro dedicata (sabato sera, Italia 1) per rendersi conto che, con il loro look sui generis ed il comportamento bizzarro, i wrestler più che atleti sembrano personaggi di un cartoon, protagonisti di vicende incredibili in cui non mancano i colpi di scena, spesso ridicoli.

Lo sport, che come molte altre manie arriva dagli USA, è una moderna versione del catch (di moda una ventina di anni fa: qualcuno ricorderà L’uomo Tigre…) in cui la componente spettacolare è aumentata in maniera esponenziale. Gli atleti hanno nomi altisonanti e look stravaganti: il più amato si chiama John Cena, ma ci sono anche Rey Misterio, Eddie Guerriero, Big Show,… Tutti uniscono a buone doti atletiche, indispensabili per uscire indenni dal ring, un vero talento per lo spettacolo.

La moda è dilagante, un po’ esosa ma quasi certamente innocua dal punto di vista educativo: in genere i ragazzini che guardano i combattimenti in tv ne riconoscono la non veridicità, così come avveniva per le scazzottate dei film con Terence HIll e Bud Spencer.

E per chi non lo intuisse da sé, c’è sempre lo slogan del World Wrestling Entertainment: “Don’t Try This At Home” ovvero “non provarci a casa!”.