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Evviva il puzzle!

di Danila Elisa Morelli©

Per gli inglesi “puzzle” ha un significato piuttosto ampio: indica un rompicapo o, più in generale, un problema di difficile soluzione. Per gli italiani, invece, è sinonimo di tessere colorate e di tanta, tanta pazienza.

Per i torinesi né l’uno né l’altro: all’ombra della Mole il puzzle è ritenuto un piacevole passatempo, l’oggetto di una stimolante sfida contro se stessi, il trofeo da poter sfoggiare con orgoglio e soddisfazione.

L’amore di molti concittadini per i puzzle non è una semplice tendenza ma una vera e propria passione. Lo dimostrano anche i negozi di giocattoli e di oggetti d’arte che, registrato il fenomeno, hanno aumentato progressivamente l’offerta di questo genere di “giochi”.

Quali sono i soggetti che piacciono di più ai torinesi? Le tendenze sono due: da una parte ci sono i temerari che amano le imprese impossibili, dall’altra gli amanti dell’arte che, con appena 20-25€ e diverse ore di concentrazione, possono godersi a casa loro opere di Michelangelo, Raffaello, Van Gogh.

I primi adorano i puzzle ispirati ai quadri di M.C. Escher (nella figura): lo dichiara Dario Benzi, titolare di “De Angelis” (c.so Francia 1), e lo conferma la sig.ra Bianca del Centro Gioco Educativo (via Cernaia 25). La Sig.ra Bianca aggiunge che i secondi sembrano apprezzare le opere di Monet e di Kandinski. Le fa eco Sara della Galleria del Manifesto (Shopville Le Gru): “Kandinski, Dalì e Mirò sono richiestissimi, ma il più amato in assoluto resta Klimt”.