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E' LOFT-MANIA.

di Danila Elisa Morelli©


Anni di sit-com americane, di video musicali e di soap-opera hanno contribuito alla nascita nel Bel Paese di una particolare mania che spopola anche a Torino: la passione per i loft.

Perché? Semplice: spesso nelle serie tv americane l’affascinante protagonista vive in questo particolare tipo di appartamento. Esso si trova solitamente all’ultimo piano di un edificio e si raggiunge non con un moderno ascensore ma con un rumoroso montacarichi. L’alloggio non possiede semplici finestre ma ampie vetrate, non prevede pareti divisorie, quasi del tutto assenti, ed è arredato con elegante gusto minimalista.

Da anni le immagini made in USA arrivano all’ombra della Mole e così, avvalorando il detto “l’erba del vicino è sempre più verde”, per un’intera generazione di torinesi (fra i 30 e i 40 anni) quel monosillabo che in inglese significa “soffitta, piccionaia” è diventato sinonimo di spazi aperti, di immensi appartamenti luminosissimi e, soprattutto, di fascino.

Ma c’è un ma: la passione non mediata dal raziocinio può condurre a fastidiose conseguenze. E difatti la mancanza di pareti, oltre a rendere impossibile la privacy, non consente di appendere quadri o pensili e permette agli odori della cucina di diffondersi indisturbati in ogni angolo della casa.

Non solo. Se si litiga, non si può neanche provare il gusto di sbattere la porta della propria stanza e “lasciare il mondo fuori”: il vero loft prevede che l’unico spazio chiuso sia il bagno!