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CROMOTERAPIA

di Danila Elisa Morelli ©

Capita spesso che le tendenze attuali abbiano origini antiche. Senza scomodare Gianbattista Vico ed i suoi “corsi e ricorsi storici”, anche l’argomento di questa settimana rientra nelle mode che non hanno assolutamente nulla di innovativo.

La cromoterapia è infatti roba d’altri tempi: praticata dagli Egizi e dai Greci, fu prima tramandata oralmente durante il Medioevo, poi denigrata dal Settecento illuminista e quindi “riscoperta” dall’americano Edward Babitt nel lontano 1878.

Ebbene, in questo inizio di terzo millennio, eccola tornare prepotentemente in auge. Intendiamoci: la cromoterapia tanto in voga è solo la versione nazionalpopolare di questa singolare medicina alternativa che si propone di curare il corpo attraverso l’esposizione ad opportune radiazioni luminose.


Tanto la disciplina è seria e richiede conoscenze di ottica, fisica e medicina, quanto la tendenza è puro fatto di costume ed, in quanto tale, poco affidabile perché apparentemente alla portata di tutti. A scoprirsi di colpo cultori ed esperti di cromoterapia sono in tanti: alcuni arredatori propongono allestimenti “cromoterapici” per la casa, diversi produttori di vasche da bagno e di cabine doccia promettono effetti salutari ottenuti attraverso opportuni mix di luce e di musica, quasi tutti i centri estetici offrono cicli di cura verdi, rossi e blu,…

Insomma, mai come in questo caso, è lecito dire che se ne vedono davvero di tutti i colori!